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Come diventare Coltivatore Diretto

coltivare zafferanoNon basterà coltivare il tuo orticello per essere riconosciuto dalla legge come coltivatore diretto. Ecco cosa devi fare per partire con questa professione.

Cosa ti serve

Per diventare coltivatore diretto, devi aprire una vera e propria attività legata alla terra. Chi è coltivatore diretto, può svolgere anche un’attività di allevamento, a patto che si riconosca che la persona lavori su un terreno specifico (di proprietà, oppure in affitto). In più, dovrai dimostrare che l’attività è per te un vero e proprio lavoro e attestare un numero di giornate lavorative all’anno, che non possono essere meno di 104.

Naturalmente, per poter iniziare a lavorare, dovrai aprire la partita Iva e gestire i tuoi rapporti con l’INPS consultando un valido commercialista. Per diventare coltivatore diretto, non è necessario che tu ti debba occupare solo del terreno, ma è importante che questa attività sia il tuo lavoro principale e che le altre siano solo degli extra una tantum.

Oltre ai requisiti di legge, dovresti avere un’ottima conoscenza delle piante che vai a coltivare: ti consigliamo di seguire una formazione specifica, con una laurea in Agraria (anche triennale), che ti dia le competenze giuste per iniziare con la tua attività da coltivatore diretto.

Il coltivatore diretto e l’imprenditore agricolo

Il coltivatore diretto lavora in piccole attività, spesso a carattere famigliare. Questo lo rende anche legalmente ben diverso da un imprenditore agricolo, che può gestire un’attività più grande e assumere dei dipendenti che lo aiutino con il lavoro.

Se sei in affitto e sei un coltivatore diretto, sappi che hai il diritto di prelazione: significa che, se il proprietario del terreno vuole vendere, deve prima fare una proposta a te e, solo al tuo rifiuto, potrà vendere sul mercato il terreno. Questo diritto non si potrà applicare all’imprenditore.

Se sei un coltivatore diretto, sappi che potrai chiedere in un secondo momento di passare da coltivatore a imprenditore, semplicemente informando l’Agenzia delle Entrate della cosa.

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