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Non solo curriculum: il giorno del Colloquio

 

colloquio

Cercare un lavoro non è solo questione di curriculum. Sicuramente un buon curriculum vitae, vi aiuterà a passare quella che è però solo la prima barriera che si pone tra voi e l’ottenimento del lavoro.

Una volta passate le prime selezioni, l’azienda vi contatterà per avere un colloquio.

Una situazione sicuramente idilliaca, in un mondo del lavoro sempre più asfittico e che è in grado di offrire lavoro a sempre meno persone, aver passato la prima selezione è qualcosa che dovrebbe renderci fieri.

Ma non è finita qui. Aver redatto, grazie le nostre linee guida, un curriculum a prova di bomba, ci ha fatto guadagnare una grandissima possibilità, che dovremo sfruttare al meglio: si tratta del colloquio di lavoro.

Niente ansia, per favore. Come abbiamo già fatto per il curriculum vitae, rimarremo qui a darvi consigli e dritte per superare anche il colloquio di lavoro. Ecco tre pratici consigli, che svilupperemo anche in altri articoli, per affrontare al meglio questa esperienza.

Primo: presentarsi bene

Un colloquio di lavoro è innanzitutto l’incontro tra due persone la prima è la persona che vorrebbe offri il posto di lavoro, la seconda sede voi, i candidati. Presentarsi dunque in modo non elegante ma applicato la situazione è di fondamentale importanza. Evitate di presentarvi incravattati come se foste degli sposi, ma cercate un codice di abbigliamento che sia appropriato alla situazione lavorativa nella quale volete inserire. Pantaloni stirati ma non troppo eleganti, camicia pulita, cravatta solo se necessaria e barba e capelli sistemati di recente.

Secondo: abituarsi a parlare

Nonostante la formazione universitaria italiana aiuti, e molto, i candidati a esprimersi correttamente mentre si parla, non è detto che i tanti anni di università che avete affrontato siano sufficienti a comportarsi nel migliore dei modi in un colloquio di lavoro. In previsione di un colloquio di lavoro, armatevi di registratore scrivete delle domande sul foglio e esercitatevi a rispondere in modo naturale, fluente, senza riempitivi come «mmm», « cioè», e più in generale ad avere una voce, una cadenza e un ritmo che siano piacevoli e facili da ascoltare.

Terzo: non strafare

È il rischio al quale più o meno tutti esposti. Puntiamo molto su questo posto di lavoro e vogliamo tenerla tutti i costi. Uno dei modi però per prendere l’assunzione impossibile è quello di strafare durante il colloquio.

Evitate di dire stupidaggini, evitate di autocelebrarvi troppo, e siate pronti ad ascoltare quello che l’intervistatore di chiederà e vi dirà. Si tratta di una norma colloquiale molto molto semplice da capire: nessuno vuole assumere infatti qualcuno che non sia disposto ad ascoltare e che non capisca quando sia il caso di tacere.

Quattro: gentilezza ed educazione

Vorreste mai lavorare con qualcuno che ignori le più basilari norme di educazione di gentilezza? Noi no, e crediamo che neanche voi lo vogliate. Non lo vogliono neanche le aziende che scartano pressoché immediatamente persone che si dimostrino anche durante un breve colloquio incapaci di obbedire alle più basilari norme di educazione e gentilezza.

Un problema che sarà difficile da correggere se siete abituati a parlare come dei selvaggi della giungla. Potreste però cominciare ad educarvi sulla necessità di utilizzare i saluti adatti, di evitare forme che nella lingua italiana siano ritenute troppo volgari, troppo poco gentili, cercando di offrire un’immagine di voi che piaccia all’intervistatore, sempre tenendo a mente il punto che abbiamo discusso poco fa: evitate di strafare, cercate di offrire un’immagine di voi autentica e sincera.

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